4 dicembre Rileggiamo il 1968 (Trento)

Giovedì 4 Dicembre, ore 20.30
Incontro pubblico sul 1968
Organizzato dall'associazione Libertà e Persona
presso i Salesiani di Trento
(entrata con parcheggio da via Brigata Acqui)
ci sarà un incontro intitolato:
Rileggiamo il 1968”.
Parleranno lo storico Paolo Deotto, sulla cultura sessantottina e suoi suoi effetti in generale, e il senatore Renzo Gubert, docente di sociologia, protagonista di quegli anni a fianco di Curcio, Rostagno, Boato, Sorbi... sul 1968 e dintorni a Trento.

12 dicembre Presentazione del volume Introibo ad altare Dei

a Pisa
Venerdì 12 Dicembre 2008
ore 21.00
aula magna del pensionato universitario G. Toniolo
Via S.Zeno, 8 Pisa
a cura del Comitato Pisano San Pio V
Attualità della Tradizione liturgica
conferenza su
Gli aspetti giuridici del Motu Proprio
Dialettica tra normativa e Tradizione nella Liturgia
interviene Don Antonio Sanchez Gil
prof. di diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce

a seguire presentazione del libro
di Elvis Cuneo, Daniele di Sorco, Raimondo Mameli
con Prefazione del Card. Darío Castrillón Hoyos
interviene l’Autore Daniele Di Sorco

Fede & Cultura riceve il Premio alla cultura “Attilio Mordini”

Sabato 22 novembre a Milano alle ore 15,00 presso la prestigiosa Sala Conferenze di Palazzo Reale è stato consegnato a Fede & Cultura, nella persona del suo Presidente Prof. Giovanni Zenone Ph.D. il Premio alla cultura “Attilio Mordini” istituito nella sua prima edizione (2008) dall'Associazione Europea Scuola e Professionalità docente (Aespi). Il Premio è stato attribuito da una giuria presieduta dal Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca per l'attività culturale svolta sia con le pubblicazioni personali quali Il Chassidismo Filosofia Ebraica, Cavinato Editore 2005; Maritain, Gilson e il senso comune, Cavinato Editore 2005; A sinistra di Dio, Fede & Cultura 2006, e i molti articoli su Il Timone sia per il lavoro di divulgazione culturale come Direttore di Fede & Cultura, casa editrice cattolica veronese con una diffusione nazionale capillare.









Nelle immagini dall'alto: Il Presidente dell'Aespi consegna il Premio al Prof. Giovani Zenone Ph.D.; Attestato del Premio; Stretta di mano con il Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca, Presidente della Commissione del Premio.

Un libro per la Messa "in latino"

Sarà in libreria in questi giorni. I tre autori sono giovani che si sono conosciuti su Internet: uno di loro è di Chiavari.

CHIAVARI. La “Messa in latino” sta prendendo sempre più campo in Liguria. Arriva così questo nuovo libro dove antico e moderno si fondono. Il risultato è “Introibo ad altare Dei”, che già nel titolo riprende le prime parole dette dal celebrante all’inizio del rito. Il volume, scritto a sei mani da Elvis Cuneo, Daniele Di Sorco e Raimondo Mameli, approfondisce e rende comprensibile a tutti il significato del servizio all’altare nella liturgia romana tradizionale.
La modernità del progetto editoriale sta nel fatto che gli autori sono studenti tra i 23 e i 31 ami e che vivendo in tre regioni diverse (Liguria, Toscana e Sardegna), si sono conosciuti attraverso internet, frequentando forum cattolici. A muoverli verso la messa in latino non è solo la fede, ma anche il desiderio di dimostrare che il rito romano non è classista e per anziani.
Introibo ad altare Dei”, stampato dall’editore “Fede & Cultura” di Verona, è arricchito dalla prefazione del cardinale Darío Castrillon Hoyos, presidente della pontificia commissione “Ecclesia Dei”, prefetto emerito della congregazione per il clero, e sarà in libreria in questi giorni di metà novembre.
Nel volume, grazie al contributo di Elvis Cuneo, c’è anche un po’ di Tigullio. Cuneo è nato infatti a Chiavari nel 1982, è cantante, organista e studia filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Appassionato del pensiero di San Tommaso d’Aquino e del neotomismo (il movimento filosofico-teologico contemporaneo che riprende e rivaluta il sistema filosofico di San Tommaso), si occupa di temi religiosi e liturgici con articoli pubblicati su riviste cattoliche e siti internet.
«Il nostro è un manuale che viene in aiuto a coloro che, sacerdoti, seminaristi, ministranti e laici, vogliano introdursi alla forma tradizionale del rito romano – spiega Cuneo –. Il rigore interpretativo, la chiarezza e il riferimento costante alle fonti sono le caratteristiche principali di questo compendio. Benedetto XVI, con il motu proprio “Summorum Pontificum” del 7 luglio dello scorso anno, ha decretato che la liturgia tradizionale, la messa di San Pio V, non è mai stata abrogata e costituisce un tesoro che appartiene a tutta la Chiesa».
Nel volume (280 pagine, 25 euro) si scoprono tutti i segni, simboli e gesti del tesoro liturgico antico nel loro significato arcano e senza tempo.
Per Elvis Cuneo, Daniele Di Sorco (nato a Livorno nel 1985, studente di lettere moderne all’Università di Pisa) e Raimondo Mameli (nato a Cagliari nel 1977, studente di teologia presso la Pontificia facoltà teologica della Sardegna) questo è il primo libro scritto insieme. La stesura ha richiesto un anno e, nei progetti, c’è presto una presentazione ufficiale presso il “Centro culturale Candiasco” di Casarza Ligure.

Debora Badinelli
Il Secolo XIX (16-11-2008)
La Liturgia Tradizionale come strumento di unità
Dopo quasi quarant’anni di ingiustificato ostracismo, Benedetto XVI col motu proprio del 7 luglio 2007 ha liberalizzato l’utilizzo dell’antico messale codificato da San Pio V, ma risalente, nella sua sostanza, all’età apostolica. Un rito carico di storia, di testi straordinari scritti nel corso secoli da poeti, e da santi, arricchito dal canto gregoriano, e da una abbondanza di simboli e di significati profondi; soprattutto un rito verticale, dagli uomini a Dio, intriso di sacralità, che ha improntato di sé le cattedrali di tutto il mondo, e che ha alimentato per centinaia di anni la devozione dei popoli, unendoli nella stessa lingua e nella stessa liturgia. Un rito, infine, che ci riporta alle radici della nostra fede, e che nello stesso tempo ci riavvicina ai cristiani ortodossi, come ha detto Alessio II, patriarca di Mosca e di tutte le Russie, ricordando che “senza la custodia fedele della tradizione liturgica, la Chiesa ortodossa russa non sarebbe stata in grado di resistere all’epoca delle persecuzioni, negli anni Venti e Trenta del Novecento”.
È passato quasi un anno da quando Fede & Cultura, con provvidenziale tempestività pubblicò, con l’augusta lettera di encomio del Card. Darío Castrillon Hoyos, il Messale Festivo Tradizionale, che tanto plauso ha ricevuto dalle più alte autorità della Chiesa Cattolica e che tanta diffusione sta avendo fra coloro che sono fedeli alla Sacra Liturgia nel rito tradizionale.
In questo tempo l’interesse del Popolo di Dio per il rito detto di san Pio V è andato via via crescendo, nonostante la sorda o aperta ostilità di alcuni pastori e di qualche intellettuale, e il bisogno di un Messalino agile e distribuibile sui banchi delle chiese è andato crescendo e manifestandosi.
Questa edizione del Messale Ordinario Tradizionale appena uscita in libreria, che consta sostanzialmente di un estratto - una editio minor - con leggere modifiche e correzioni, del Messale Festivo Tradizionale, il primo - e fino ad ora unico - Messale Tradizionale in commercio dalla riforma liturgica ad ora, viene a colmare un vuoto editoriale e culturale che Papa Benedetto XVI ha voluto sanare.
Si tratta di uno strumento agile e di estrema fruibilità da parte dei fedeli che desiderino accostarsi alla Liturgia Tradizionale con maggiore consapevolezza. L’attenzione per la bellezza editoriale è stata una guida nella scelta di caratteri (bi-colore) e immagini. La dimensione maggiore rispetto alla editio maior è una scelta che rende più leggibile i caratteri del testo anche in ambienti dove la luce non è intensa, ed è stata determinata anche dall’obbedienza alle giuste osservazioni fatte dal Cardinal Darío Castrillón Hoyos, del quale è riportata la lettera di encomio per la prima edizione.













Luogo di destinazione




Messale Ordinario Tradizionale

Messale Ordinario Tradizionale
Latino e italiano

Recensione
Il messale perpetuo non solo per i fedeli della Santa Messa Tradizionale detta di san Pio V, ma dal 14 settembre 2007 anche per tutte le parrocchie e i sacerdoti in seguito alla liberalizzazione della messa in latino ad opera di Papa Benedetto XVI, rieditato in forma elegantissima per tutte le parrocchie, da mettere sui banchi in chiesa. 64 pagine, copertina in cartoncino simil cuoio con impressioni in oro-lamina, immagini sacre, facilità di consultazione, qualità grafica. Uno strumento indispensabile per chi vuole partecipare con profitto al Santo Sacrificio. Un’opera realizzata con elevatissima qualità artistica. Uno strumento per venire incontro ai moltissimi che, dopo il Motu proprio pontifico sulla messa tradizionale tornano a nutrire interesse per un patrimonio irrinunciabile della Chiesa Cattolica.
Nota breve:
Messalino economico da uso comune, da mettere sui banchi delle parrocchie
Argomento: liturgia
Collana: spirituale 4
Pagine 64
Altezza 21
Larghezza 15
Tipo di copertina: brochure simili-cuoio con imprimiture in oro-lamina
Prezzo: € 7,00
Isbn: 978-88-89913-41-3
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Chimirri e la verità che rende liberi in un mondo nichilista

Articolo di Maurizio Schoepflin su Avvenire del 2 agosto 2008 p. 24
CULTURA E RELIGIONE
La recensione
Chimirri e la verità che rende liberi in un mondo nichilista
DI MAURIZIO SCHOEPFLIN
Ha scritto Nicoloaj Berdjaev: « La rinascita cristiana del mondo si otterrà soltanto attraverso il pathos della libertà. Il cristiane­simo futuro sarà il cristianesimo della libertà dello spirito, una religione che ha sostenuto la prova della libertà e ha trionfato sulla tentazione di rinunciare al suo fardello » . Queste intense parole ci introducono bene alla lettura di questo libro di Gio­vanni Chimirri, nel quale l’auto­re affronta uno dei temi più de­licati e decisivi della vita dell’uo­mo e, nel medesimo tempo, del­la storia della cultura occidenta­le. Rivolgendosi ai non speciali­sti, Chimirri ha scritto un’opera agile, ma non per questo poco rigorosa, e ha saputo cogliere gli snodi nevralgici della questione, come quando, volendo descri­vere la situazione dell’umanità del nostro tempo, afferma: « L’u­nica morale dall’uomo contem­poraneo è quella dell’autonomi­smo decisionale e del liberismo e libertinismo individualistico del tutto disincarnato dalle esi­genze della storia, dell’intersog­gettività, della polis: la libertà è solo la lotta prepotente della mia volontà contro quella degli altri! » . Se questo, dunque, è il panorama non proprio confor­tante della libertà nel mondo di oggi, che fare? Cosa pensare? A chi fare riferimento per superare l’impasse? Chimirri non ha dub­bi: la risposta risiede nella rive­lazione cristiana: « Se la libertà umana - si legge a questo ri­guardo in apertura del volume ­non è supportata religiosamente e cristianamente, corre il forte rischio di cadere nel delirio di onnipotenza, nell’aggressività, nella pazzia, nella disperazione e financo nel suicidio … Il cri­stianesimo ha una concezione della libertà che, pur assolutiz­zandola, insieme la relativizza e la richiama al senso del provvi­sorio e del creaturale. La libertà del cristiano sa però insieme di essere destinata ad un compi­mento trascendente » . Alcune fra le pagine più interessanti del li­bro sono dedicate alla critica del nichilismo e varie utili conside­razioni vengono riservate alla questione della provvidenza, in­terpretata come l’incontro fe­condo e salvifico della libertà di Dio con quella dell’uomo. Gli ul­timi due capitoli sono dedicati alla morale e alla vita ultraterre­na, considerate nei loro rapporti con la libertà. Chimirri sostiene che solo una libertà creata e non assoluta può giustificare la vita etica e aprire la prospettiva del­l’immortalità. Ciò, in ultima a­nalisi, significa che, come è scritto nel Vangelo, soltanto la verità rende autenticamente li­beri.

Giovanni Chimirri LIBERTÀ DELL’ATEO E LIBERTÀ DEL CRISTIANO Relazioni e scontri Fede & Cultura Pagine 148 Euro 13,00