Memoria e Progresso di Piero Vassallo
Oggi a Genova alle ore 17,00 presso la Biblioteca del Consiglio Regionale della Liguria in via G. D'Annunzio n. 38 verrà presentato il volume "Memoria e progresso" di Piero Vassallo. Sarà presente l'Autore il Prof. Giovanni Zenone, direttore di Fede & Cultura che ha scritto la prefazione del volume.Piero Vassallo
Memoria e progresso
Recensione
Il progresso non rappresenta la fondazione della civiltà sopra le rovine dell’esistente, ma è il risultato della selezione e del perfezionamento delle nozioni trasmesse dalle generazioni passate. Per dimostrarlo, lo storico della filosofia Piero Vassallo ripercorre il deragliamento gnostico e antirealistico della “ragione” moderna, mostrando l’essenza tenebrosa e dissolutoria delle pseudofilosofie di Cartesio, Kant, Hegel, Nietzsche, Heidegger, Simone Weil, Bataille, Kojève, Guénon, Evola e della Scuola di Francoforte. A questi autentici mostri della ragione Vassallo oppone le luminose rivisitazioni del pensiero tomista, vichiano, rosminiano e kierkegaardiano operate nel Novecento da veri e propri geni metafisici quali – per nominare solo i più rappresentativi – Michele Federico Sciacca, Cornelio Fabro ed Étienne Gilson. Costoro hanno saputo confutare magistralmente le calunnie all’essere e le staffilate alla razionalità umana che hanno fatto il disonore dei maestri del sospetto e dei “pensierodebolisti” assisi sulle cattedre della banalità e dell’immoralismo. Il preconcetto secolarista, si è oggi trasformato in strumento di perdizione, cioè di quel totalitarismo della dissoluzione (Del Noce) che ultimamente sussurra perfino dai pulpiti, consacrati alla teologia conformistica. Unico rimedio ad una tale situazione di crisi è non tanto uno sterile e mummificato “tradizionalismo”, ma una riscoperta attiva e dinamica della “tradizione viva e perenne” della filosofia occidentale. Infatti, come scriveva Francisco Elias de Tejada, “La posizione che suole contrapporre la tradizione al progresso è assurda, giacché non esiste progresso senza tradizione né tradizione senza progresso”.
L’Autore
Piero Vassallo è nato a Genova nel 1933. Laureato in filosofia è stato docente nella sede genovese della Facoltà teologica del Nord Italia. Giovanissimo ha iniziato l’attività di pubblicista sotto la guida di Giano Accame, è entrato nella redazione della rivista Lo Stato diretta da Baget Bozzo. Di seguito ha collaborato con Guido Gonnella (Il Centro), con Nino Radano (Il Quotidiano), con Antonio Livi (Studi Cattolici), Silvano Vitale (L’Alfiere) e nuovamente con Baget Bozzo (Renovatio). Negli anni Settanta ha fatto parte dell’associazione dei giusnaturalisti cattolici (fondata da Francisco Elias de Tejada) ed ha collaborato con la Fondazione Gioacchino Volpe. Tra il 1997 ed il 2003 è stato editorialista del quotidiano romano Il Tempo. Fra le sue opere “Pietro Mignosi e la Tradizione” (Palermo 1989), “Introduzione allo studio di Vico” (Palermo 1992), “La filosofia del regresso” (Napoli 1996), “La restaurazione dellametafisica” (Genova 2006) e “La cultura della libertà” (Genova 2007).
La Tradizione classica e cattolica e la rivoluzione dissolutoria contemporanea
Argomento: Filosofia, società, cultura
Collana: Filosofica 9
Pagine 192
Altezza 21
Larghezza 15
Tipo di copertina: brochure
Prezzo: € 18,00 (estero e corriere 28,00)
Isbn: 978-88-6409-006-1
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18 aprile La Leggenda nera di Papa Borgia - ROMA
Sabato 18 Aprile 2009 ore 17.00presso Aquisgrana Caffè Letterariovia Ariosto 28/30 00185 Roma
presentazione del Libro:
La leggenda nera di Papa Borgia
di Lorenzo Pingiotti ed. Fede & Cultura
www.aquisgrana.org/ 06.64821238
Alla scuola di Benedetto XVI - Verona 2 aprile 2009
2 aprile 2009 ore 17.30 Biblioteca CapitolarePiazza Duomo, 13 (Verona)
Presentazione del libro
“Alla scuola di Benedetto XVI”
di Mons. Gino Oliosi
Partecipa, con l'Autore, don Gabriele Mangiarotti, direttore del sito CulturaCattolica.it
a cura del Centro di Cultura Europea Sant'Adalberto e di Fede & Cultura
per informazioni tel. 045-941851 cell. 347-0846540

Ancora un libro di Fede & Cultura sull'Osservatore Romano!
Giovedì 11 dicembre nella chiesa romana di San Benedetto in Piscinula, viene presentata una raccolta di testi del cardinale Giuseppe Siri curata da Antonio Filipazzi, (Omelie per l’anno liturgico, Verona, Fede & Cultura, 2008, pagine 304, euro 25).
di Antonio Livi
Ci troviamo in un momento di ritorno allo studio della figura del cardinale Giuseppe Siri, attraverso le testimonianze storiche e la lettura delle sue opere inedite o la rilettura delle più significative. Fra esse vi è un prezioso volume di omelie finora inedite che le edizioni Fede & Cultura di Verona, promosse dal giovane filosofo Giovanni Zenone, hanno mandato recentemente in libreria (Giuseppe Siri, Omelie per l’anno liturgico, a cura di Antonio Filipazzi, Verona 2008). Contemporaneamente è ripresa, presso l’editore Giardini di Pisa, la pubblicazione delle opere del cardinale ormai interrotta da vent’anni. A ciò fa riferimento nella prefazione dell’antologia delle omelie monsignor Luigi Negri, il quale definisce questa raccolta di omelie “un libro ricchissimo e straordinariamente attuale, che recupera un momento fondamentale della vita e della storia della Chiesa italiana: l’episcopato del cardinale Siri (…) È un libro che restituisce attualità a una stagione ricchissima e grandissima della Chiesa italiana”.
La raccolta che ora viene alla luce è un documento dello stile omiletico e catechetico del cardinale, e quindi interessa soprattutto dal punto di vista pastorale. Ma chi conosce Siri sa che tutte le sue opere sono di carattere squisitamente pastorale e quindi vanno considerate come propriamente teologiche poiché la pastorale altro non è che l’impegno dei pastori a continuare l’opera degli apostoli, ossia la diffusione del Vangelo con la predicazione, la santificazione attraverso i sacramenti della fede e il governo della comunità. In tale impegno, se rettamente inteso secondo il mandato del Pastore supremo che è Cristo, il primo posto va riservato all’annuncio propriamente cristiano, ossia alla catechesi dei credenti e all’evangelizzazione di quanti ancora credenti non sono, ma sono chiamati da Dio a diventarlo. Perché “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”, e spetta proprio ai Pastori - ai quali Cristo ha detto: “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo a ogni creatura” - cooperare al progetto salvifico mediante l’opera di evangelizzazione e la catechesi. L’ascolto e l’apprezzamento di quanto possano proporre gli esponenti della cultura di oggi - scienziati, filosofi, letterati, pensatori politici, teologi - non impediscono il discernimento di ciò che giova alla comprensione e all’accettazione della verità rivelata, con la quale ogni autentica verità umana non può che concordare. Così, analogamente, il dialogo con i “fratelli separati” e con i non credenti non esclude l’annuncio della verità circa l’unica Chiesa di Cristo e l’unico Salvatore di tutti gli uomini. La testimonianza di carità, a sua volta, è in funzione dell’evangelizzazione, e non viceversa, e se i pastori richiamano i fedeli a dare testimonianza di carità nella sollecitudine per i problemi sociali e nella vita politica, è perché tutti i fedeli, assieme ai pastori, sono tenuti, in virtù del battesimo, a essere evangelizzatori.
Nelle opere del cardinal Siri io ritrovo proprio questa giusta gerarchia dei valori, che l’arcivescovo di Genova ha non solo enunciato nelle sue riflessioni sulla pastorale, ma ha costantemente praticato nella sua condotta sacerdotale. È un tratto caratteristico della predicazione di Siri, ben evidenziato anche da Giovanni Paolo ii che, in una lettera a lui indirizzata, scrisse: “Chi legge i Suoi scritti, Signor Cardinale, resta colpito non solo dall’intelligenza e dalla cultura di cui ella dà prova, ma ancora più dalla passione per la verità che La guida a cercare, in ogni problema, la soluzione coerente col dato di fede, senza cedimenti di sorta alle mode culturali del momento”.
Non c’è ombra di retorica o di vuota ufficialità, in queste omelie, perché in esse, al di là di elementi formali che possono essere più o meno graditi alla sensibilità culturale odierna, sono sostanzialmente l’espressione del senso di responsabilità e dello zelo di un pastore che si trova ad affrontare le sfide e le difficoltà che noi pure, a distanza di vent’anni, ci troviamo ad affrontare. Si tratta dunque, malgrado le apparenze, di documenti assai importanti. Lo si comprende proprio dall’esempio che essi offrono di una pastoralità autentica, ossia di una sincera e concreta “carità pastorale”. Questo è dunque il criterio che consente di apprezzare come meritano le omelie del cardinal Siri: non sono importanti malgrado il loro stile semplice e popolare, ma proprio per questo loro carattere, nel quale è evidente il senso di responsabilità del pastore nei confronti del suo gregge. Egli non fa sfoggio di erudizione, né ricorre a concetti astrusi, perché non mira a destare ammirazione per la sua profonda dottrina - che pure è il fondamento dei suoi discorsi - ma a scuotere le coscienze con la riproposizione delle verità eterne che derivano immediatamente dalla Parola di Dio e hanno il potere di suscitare nell’animo di tutti i credenti i sentimenti propri della fede - quelli per i quali la Chiesa ha istituito le festività liturgiche - ossia lo spirito di conversione e di penitenza; la fiducia nella misericordia di Dio Padre; la speranza di essere alla fine partecipi della gloriosa resurrezione di Cristo.
Molto opportunamente monsignor Negri, nella prefazione, inserisce questo documento dello stile omiletico dell’arcivescovo di Genova nel contesto di un rinnovato interesse per le grandi figure della pastorale di un tempo ormai passato, ma indubbiamente ricco di frutti apostolici: “Queste omelie di Siri ci dicono il segreto di questa grandezza cristiana, ecclesiale, culturale e sociale. L’assoluta difesa dei diritti di Dio al centro della predicazione: Dio è tutto, e tutto dipende da Dio e nulla può essere fatto di positivo se non rispettando rigorosamente questo primato di Dio sulla realtà. E poi il mistero di Cristo, il mistero amabile di Cristo vissuto in una liturgia che era, realmente, la parte fondamentale, generatrice di tutto nella vita del vescovo, del vescovo liturgo che celebrava la liturgia per sé e per il popolo con una fedeltà rigorosa e un trasporto quasi mistico. Una liturgia nella quale e chi celebrava, e chi partecipava, incontrava il mistero del Signore presente, sentiva proclamata una parola e, nell’omelia, apprendeva una cultura nata dalla fede che apriva l’intelligenza e il cuore, dei singoli e del popolo, a vivere cristianamente di fronte al mondo, nella società”.
Queste omelie, assieme a tutti gli altri scritti già pubblicati o ancora inediti, serviranno a far apprezzare meglio oggi le qualità propriamente pastorali del cardinale Giuseppe Siri: la sua impostazione dottrinale, il suo riferimento costante al magistero ordinario e straordinario della Chiesa - il concilio Vaticano II- e infine la sua sincera e profonda spiritualità. Ma, oltre all’indubbio interesse per gli studiosi di storia della Chiesa, il testo costituisce per tutti i credenti una lettura edificante - nel senso originario e cristiano del termine - perché in esso le festività liturgiche offrono l’occasione e l’invito a perseguire in qualsiasi tempo la perfezione della carità alla quale siamo chiamati. È un invito che edifica quando - come in questo caso - viene da chi “parla con autorità”, ossia da chi sa proporsi personalmente, con la sua fede vissuta e il suo sacrificio, come esempio di fedeltà alla propria vocazione. E quanto osserva monsignor Giacomo Barabino nell’introduzione del volume: “Il Cardinale fu, per chi lo incontrava nelle circostanze più disparate, una predica che richiamava verità e valori superiori, e tutti percepivano l’irraggiamento spirituale della sua persona”.
(©L’Osservatore Romano - 11 dicembre 2008)
Bergamo 7 febbraio: L’educazione al sacro, al bello ed al vero
alle ore 18,00
PADRE VINCENZO NUARA O.P.
L’educazione al sacro, al bello ed al vero, vie per la nuova evangelizzazione:
la S. Messa in rito Romano antico.
Casa del Giovane - Sala degli Angeli
via Gavazzeni, 13 Bergamo
info
messatradizionale@gmail.com cell. 335 53 77 830
Circolo culturale “Tradizione e Nuova Evangelizzazione”
con la collaborazione di Alleanza Cattolica, Fede & Cultura,
Centro culturale “Alle radici della Comunità”, Il Timone
Prima di ogni conferenza, sarà possibile celebrare la Santa Messa in rito romano antico
secondo le indicazioni del Papa, alle ore16,00
nel Santuario della Madonna della Neve (angolo via Camozzi)
Bergamo
PADRE VINCENZO NUARA O.P. dopo essere stato
priore dei domenicani di Catania e vicario episcopale
per la vita consacrata nella diocesi catanese,
attualmente svolge il suo ministero a Roma.
Conduce su radio Maria la trasmissione “Le sfide
della Nuova Evangelizzazione - Le nuove religioni e
pastorale del ministero sacro”.
È stato il coordinatore del convegno “Il Motu
proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI,
una grande ricchezza spirituale per tutta la Chiesa:
un anno dopo”, che si è tenuto a Roma con il
Patrocinio della Pontificia Commissione
“Ecclesia Dei”, dal 16 al 18 settembre 2008. È
referente dell’associazione internazionale
“Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum”.
11 dicembre Omelie del Card. G. Siri (Roma)
Piazza Piscinula, 40
00153 - Roma
Card. Giuseppe Siri
ed. Fede & Cultura
Intervengono
Mons. MASSIMO CAMISASCA
Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di san Carlo Borromeo
e
Mons. GUIDO MARINI
Maestro delle Clebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice
Chiesa di S. Benedetto in Piscinula - Piazza Piscinula, 40 00153 - Roma
10 dicembre Neuroscienze, spiritualità, psicosomatica (Verona)
SOCIETA’ ITALIANA
DI MEDICINA PSICOSOMATICA
http://www.simpitalia.com/
Sezione Veronese “G. Guantieri” Via A. Gramsci n° 5 - 37138 VERONA
Coordinatore: Dott. R. Cacciacarne Tel. 045.568298 – 338.4178566 E-mail rocco.cacciacarne@tin.it
presenta il libro degli atti del recente convegno su
CREAZIONE, NATURA, MITI, NELL’AFRICA DEL VODU’
(Un approccio narrato a una cultura africana)
Conduce: Padre Donato Benedetti
Missionario Comboniano
Ingresso libero
4 dicembre Rileggiamo il 1968 (Trento)
Organizzato dall'associazione Libertà e Persona
presso i Salesiani di Trento
“Rileggiamo il 1968”.
Parleranno lo storico Paolo Deotto, sulla cultura sessantottina e suoi suoi effetti in generale, e il senatore Renzo Gubert, docente di sociologia, protagonista di quegli anni a fianco di Curcio, Rostagno, Boato, Sorbi... sul 1968 e dintorni a Trento.
12 dicembre Presentazione del volume Introibo ad altare Dei







